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Test di posizionamento nei motori di ricerca per siti internet legati al tema stereogrammi, anaglifi e stereoscopia iniziato il 13/02/2010
I colori dominanti utilizzati in fase di realizzazione degli occhialini sono 3: rosso, verde e blu con i colori complementari ciano, magenta e giallo. Normalmente gli occhialini necessari per la visualizzazione degli anaglifi utilizzano la coppia rosso a sinistra e ciano a destra. Il criterio di funzionamento degli anaglifi è "piuttosto" semplice: ogni occhio tramite l'utilizzo degli occhialini percepisce solo l'immagine ad esso destinata proprio grazie al colore dominante con cui è stata realizzata.
Ciò significa che l'immagine con la dominante rossa verrà vista solo con l'occhio sinistro, mentre l'altra immagine verrà percepita solo dal destro, il risultato permette di ricreare l'illusione della tridimensionalità.
Normalmente i software che si utilizzano per la loro realizzazione permettono di modificare il risultato accentuando leggermente l'illusione di tridimensionalità, ma resta il fatto che gli anaglifi daranno sempre risultati poco soddisfacenti soprattutto in termini di resa del colore. Questo limite è causato dalla tecnica di realizzazione stessa degli anaglifi che sfrutta il criterio del colore dominante come filtro per l'occhio umano.
La stereoscopia è la tecnica grazie alla quale è possibile generare e visualizzare una immagine, o un filmato apparentemente 3D tramite l'ausilio di particolari occhialini con lenti bicolore. La stereoscopia è stata inventata da sir Charles Wheatstone durante la prima metà dell'800 utilizzando coppie di disegni affiancati per riprodurre due immagini simili a quelle percepite normalmente.
Infatti, ciò che permette di percepire la tridimensionalità degli oggetti è proprio la onsiste nella visione della stessa scena da due angolazioni differenti ( tenendo conto che gli occhi sono posti a circa 6 cm di distanza l'uno dall'altro ), le immagini percepite da ogni occhio vengono inviate al cervello che unisce l'una all'altra e ne elabora la profondità.
Per ottenere un buon risultato è necessario scattare due fotografie in tempi diversi, in quanto dopo aver scattato la prima, è necessario spostare la macchina fotografica lateralmente di circa 6 cm. Fatto ciò è possibile utilizzare un software apposito per poter generare l'immagine finale ( anaglifo ) che sarà realizzata in modo tale da poter essere vista con appositi occhialini.
Tali software richiedono di inserire sia l'immagine di sinistra e di destra al fine di poter generare degli anaglifi.
Il software utilizzato per la creazione dell'anaglifo dell'esempio è Callipygian3D.
I marchi sopracitati appartengono ai rispettivi proprietari.
Vuoi realizzare un anaglifo come questo?

Gli anaglifi: crea l'illusione di immagini 3D stereogrammi con un apposito software...
Gli anaglifi sono il risultato di un compositing di immagini stereoscopiche monocromatiche stampate sullo stesso supporto. Per dare correttamente l'illusione che si tratti di immagini 3D ( stereogrammi ), è necessario che la prima immagine stereoscopica sia realizzata in modo da avere un colore dominante differente rispetto la seconda.I colori dominanti utilizzati in fase di realizzazione degli occhialini sono 3: rosso, verde e blu con i colori complementari ciano, magenta e giallo. Normalmente gli occhialini necessari per la visualizzazione degli anaglifi utilizzano la coppia rosso a sinistra e ciano a destra. Il criterio di funzionamento degli anaglifi è "piuttosto" semplice: ogni occhio tramite l'utilizzo degli occhialini percepisce solo l'immagine ad esso destinata proprio grazie al colore dominante con cui è stata realizzata.
Ciò significa che l'immagine con la dominante rossa verrà vista solo con l'occhio sinistro, mentre l'altra immagine verrà percepita solo dal destro, il risultato permette di ricreare l'illusione della tridimensionalità.
Normalmente i software che si utilizzano per la loro realizzazione permettono di modificare il risultato accentuando leggermente l'illusione di tridimensionalità, ma resta il fatto che gli anaglifi daranno sempre risultati poco soddisfacenti soprattutto in termini di resa del colore. Questo limite è causato dalla tecnica di realizzazione stessa degli anaglifi che sfrutta il criterio del colore dominante come filtro per l'occhio umano.
La stereoscopia è la tecnica grazie alla quale è possibile generare e visualizzare una immagine, o un filmato apparentemente 3D tramite l'ausilio di particolari occhialini con lenti bicolore. La stereoscopia è stata inventata da sir Charles Wheatstone durante la prima metà dell'800 utilizzando coppie di disegni affiancati per riprodurre due immagini simili a quelle percepite normalmente.
Infatti, ciò che permette di percepire la tridimensionalità degli oggetti è proprio la onsiste nella visione della stessa scena da due angolazioni differenti ( tenendo conto che gli occhi sono posti a circa 6 cm di distanza l'uno dall'altro ), le immagini percepite da ogni occhio vengono inviate al cervello che unisce l'una all'altra e ne elabora la profondità.
La stereoscopia semplificata grazie alla tecnologia attuale
Da Charles Wheatstone ad oggi l'evoluzione tecnologica è stata tale da permetterti di creare in modo rapido immagini stereoscopiche partendo da una qualsiasi immagine scattata anche con la tua macchina fotografica digitale. L'unico vincolo da rispettare se vuoi tentare la creazione di immagini stereoscopiche con la tua macchina fotografica è che il soggetto deve essere completamente fermo.Per ottenere un buon risultato è necessario scattare due fotografie in tempi diversi, in quanto dopo aver scattato la prima, è necessario spostare la macchina fotografica lateralmente di circa 6 cm. Fatto ciò è possibile utilizzare un software apposito per poter generare l'immagine finale ( anaglifo ) che sarà realizzata in modo tale da poter essere vista con appositi occhialini.

Tali software richiedono di inserire sia l'immagine di sinistra e di destra al fine di poter generare degli anaglifi.
Il software utilizzato per la creazione dell'anaglifo dell'esempio è Callipygian3D.
I marchi sopracitati appartengono ai rispettivi proprietari.
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